Benvenuti nel blog di Paola G, traduttrice, viaggiatrice e inguaribile lettrice

Questo è nato come un blog "di servizio" per avere ovunque sottomano link e informazioni inerenti alle opere che ho scritto e tradotto. Oggi contiene anche notizie sui libri che amo, sui luoghi che mi hanno ospitato e su quelli che non smetto di immaginare.

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lunedì 13 febbraio 2012

chiamatemi signora

Dopo tre traslochi in 6 mesi e una lunga parentesi matrimoniale eccomi di nuovo qui a scrivere. Vi ero mancata, eh? ;-)
Si imponeva un veloce restyling, e un sito più "da signora"... A presto aggiornamenti su articoli, pubblicazioni e traduzioni!

giovedì 23 giugno 2011

Wed Site

"I più attenti" avranno notato che scrivo molto raramente negli ultimi tempi. Ebbene, ho ideato e cominciato a tenere aggiornato un nuovo blog, anzi uno wed site, dedicato al VERO matrimonio regale dell'anno ;-) : http://paolaelorenzo.blogspot.com/ 


Penso che per i prossimi mesi mi dedicherò a quello... salvo separazioni impreviste!
Buona estate a tutti!

mercoledì 8 giugno 2011

Referendum!

Domenica e lunedì gli italiani sono chiamati a votare e ad esprimersi su :

1. La privatizzazione della gestione dell'acqua.
Votando 'No', si vota contro l'abrogazione, dichiarandosi quindi a favore della privatizzazione dell'acqua. Votando 'Si', si vota a favore dell'abrogazione, dichiarandosi contrari alla privatizzazione dell'acqua e della sua gestione.

2. La possibilità, per un’azienda privata, di stabilire la tariffa del servizio idrico.
Votando 'No' ci si schiera contro l'abrogazione, e quindi a favore della possibilità che le aziende private possano decidere il prezzo dell'acqua in modo da ottenerne profitti garantiti.
Votando 'Si', ci si schiera a favore dell'abrogazione: le aziende private che gestiscono l'acqua pubblica non potranno chiedere ulteriori rincari per la gestione dell'acqua, se non per le spese di manutenzione degli impianti.

3. La possibilità di realizzare impianti per la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale.
Votando Sì, si vota contro il nucleare e contro le norme che vorrebbero rilanciarlo in Italia.
Votando No, ci si schiera contro l'abrogazione e per la possibilità di costruire centrali nucleari sul nostro territorio nazionale.

4. L'opportunità di mantenre le disposizioni relative al legittimo impedimento associato ad alte cariche statali.
Votando ‘Si’, si vota a favore dell' abrogazione, rendendo a tutti gli effetti i ministri e il presidente del consiglio uguali ai restanti cittadini italiani.
Votando 'No', l'elettore si schiera contro l'abrogazione della legge mantenendo un trattamento privilegiato per ministri e presidente del consiglio.

INFORMATEVI E SOPRATTUTTO
ANDATE A VOTARE!

martedì 19 aprile 2011

Prof oggettivi?

In questi ultimi tempi, chi ci rappresenta si preoccupa degli insegnanti che esprimono le proprie opinioni politiche. Dal Presidente del Consiglio, che ha giudicato la scuola pubblica lontana dalle necessità ideologiche delle famiglie, ad esponenti del PD che hanno chiesto di bandire dall'insegnamento un'insegnante sospettata di negazionismo al di fuori della classe, a parlamentari del PDL decisi a censurare libri di testo tendenziosi, numerosi sono i politici che si esprimono su questo tema.
Blogger, opinionisti, associazioni di studenti hanno reagito a queste sollecitazioni nei modi più vari: alcuni liquidano la questione ritenendo questi attacchi un modo per distogliere l'attenzione da altri gravi problemi del mondo della scuola, molti invitano ad informarsi correttamente prima di minacciare un funzionario pubblico nell'adempimento delle sue funzioni. Il mio amico Leonardo, blogger e insegnante, ironizza (ma mica poi tanto): "credete davvero che abbiamo tutto questo tempo per parlare di Intifada, di camere a gas, di Togliatti e Berlusconi? Avete mai dato un'occhiata agli orari, ai programmi? Avete un'idea di quante classi arrivano davvero a leggiucchiare le ultime cento pagine del testo di Storia? Ma lo avete capito che tutte quelle faziosissime frasi su Berlusconi e Togliatti non le leggerà nessuno; che quei capitoli arriveranno intonsi al macero; che ha già del miracoloso se un ragazzino di terza liceo è in grado di trovarla su una carta, la Palestina?"
Condivido tutte queste reazioni. Vorrei anche aggiungere che un buon insegnante non è

un insegnante disumanizzato o privato delle proprie opinioni, delle proprie inclinazioni o dei propri gusti. Un buon insegnante insegna a pensare, e del pensiero fa parte il confronto. Capita molto raramente che i famigerati programmi da rispettare lascino un margine tale da permettere ai docenti di esprimere la propria opinione personale sull'argomento che stanno trattando. Anche in quel caso, specificare e circostanziare il proprio punto di vista è quanto di più efficace si possa fare per stimolare gli studenti. Non vi è mai capitato di avere un ottimo insegnante che non condivideva la vostra opinione politica? Avete cambiato opinione per causa sua? Credo di no. Semmai avrete imparato qualcosa.

mercoledì 6 aprile 2011

Primavera, tempo di concerti

Qualche giorno fa ho passato una splendida serata a teatro ad ascoltare Noa. Già conoscevo la sua voce suggestiva, ma non mi sarei mai aspettata, prima di vederla in azione, una tale capacità di coinvolgimento del pubblico da parte sua! e una tale grazia! Abbiamo cantato e ballato come pazzi. Ecco qui un video in omaggio a questa grande artista (inutile specificare che il pubblico del video è molto più freddo del pubblico modenese)

Facebook: a volte ritornano!

Mi sono già più volte espressa riguardo al mio rapporto con Facebook, fino a decidermi a cancellare il mio account più di un anno fa. Ed ora... sono tornata! I motivi sono troppi: certo voglio comunicare al mondo che mi sposerò col principe azzurro, ma mi sono anche resa conto che sento un po' più vicini gli amici davvero lontanissimi (quelli che non rischio di incontrare per strada, per intenderci). Certo, col mio nuovo account farò scelte un po' più consapevoli. Di certo non mi iscriverò a Farmville! ;-)

mercoledì 23 marzo 2011

"I prof non fanno niente"

Ora non è che io voglia lamentarmi. Ho un lavoro, e per i tempi che corrono questo è già un lusso. In più, è un lavoro che mi piace e in linea con i miei studi. Certamente mi permette più di altri di coltivare i miei interessi nell'ambito della traduzione anche se, contrariamente a ciò che molti pensano, questo non capita perchè io abbia più tempo libero.
Infatti mi pare ingiusto, e vogli scriverlo qui una volta per tutte, che i dipendenti statali in generale e gli insegnanti in particolare passino agli occhi dell'opinione pubblica come una categoria di fannulloni. Molti contestano il fatto che i prof hanno il giorno libero, senza pensare che avere il giorno libero significa lavorare 5 giorni a settimana, come la maggior parte degli impiegati, ma non potersi permettere un week end di riposo, poichè il sabato si lavora (o quanto meno si ha una possibilità su 6 di lavorare). Il giorno libero tra l'altro serve per lavorare a casa, programmare le lezioni e correggere i compiti che, con classi sempre più numerose, diventano una vera corvée. Io ad esempio (che, tra l'altro, NON HO IL GIORNO LIBERO QUEST'ANNO, poichè lavoro su due scuole 6 giorni su 7) ho sei classi, tra i 25 e i 30 studenti per classe. In periodo di verifiche passo tutte le domeniche e molte sere a correggere e fatalmente, quando il periodo delle verifiche è finito comincia quello successivo, o si inserisce un'altra classe. Le riunioni, gli adempimenti burocratici sempre più dettagliati e vasti, gli incontri coi genitori sono altre attività che occupano spesso ciò che dall'esterno viene considerato "tempo libero". Effettivamente mi capita, alcuni giorni, di avere una mezza giornata in cui non sono in servizio, ma di solito la impiego a lavorare per la scuola. In ogni caso non ho la possibilità, come dicevo, di passare più di 24 ore senza recarmi fisicamente a scuola. Ma non voglio indulgere nel mio caso particolare, di precaria senza giorno libero che lavora su due scuole. Vero è però che tutti i precari sono disoccupati tre mesi l'anno. Certo, in quei tre mesi il tempo libero l'abbiamo, ma non siamo nemmeno pagati. Io di solito traduco in estate, anche per arrotondare un po'.
Molti pensano che insegnare sia facile e consista semplicemente nell'esporre ciò che si sa. Al di là del fatto che è sempre più frequente il caso di insegnanti che cambiano da un anno all'altro tipo di istituto, ordine di scuola, o addirittura materia, e ogni volta bisogna tarare daccapo il programma, la sua distribuzione nel corso dell'anno, il linguaggio (o la lingua) da usare, ecc... Al di là di questo, dicevo, trasmettere ciò che si sa, accertarsi che gli studenti lo abbiano appreso, intessere rapporti con genitori, colleghi, bidelli e dirigenti oltre che con gli alunni stessi coinvolge tantissimo, anche personalmente, nel lavoro. Senz'altro è gratificante, ma impone anche di mettere in atto difese contro la tendenza che ha l'insegnamento a risucchiare totalmente la vita privata. Pensateci: non a caso si dice spesso "è un prof", e non "fa il prof".
Con tutto questo, continuo e continuerò sentirmi una privilegiata. L'insegnamento mi gratifica e mi conivolge al di là dell'esiguità dello stipendio (l'ha detto anche il ministro, che prendiamo poco!), degli aspetti negativi che certo esistono per qualsiasi mestiere, e al di là delle ingerenze esterne. Sarebbe bello però se il mio paese sapesse che insegnanti sono lavoratori come gli altri, non godono di particolari privilegi e meritano rispetto per il lavoro che svolgono e per il servizio che rendono alla comunità.